Il 21 e 22 gennaio 2027 il Teatro Orfeo ospita La Molinara di Giovanni Paisiello, uno degli appuntamenti più particolari della stagione lirica 2026/27 del Taranto Opera Festival.
L’abbiamo definita particolare innanzitutto perché Paisiello è nato proprio a Taranto. E poi perché La Molinara appartiene a quel repertorio settecentesco che si incontra oggi molto meno frequentemente rispetto ai grandi titoli dell’Ottocento. Alcune delle sue melodie ebbero una fortuna tale da attirare persino l’attenzione di Ludwig van Beethoven.
Per chi ama l’opera, il 21 e 22 gennaio c’è quindi l’opportunità di riscoprire dal vivo una pagina importante della storia musicale europea proprio nella città che diede i natali al suo compositore.
E fino al 30 ottobre, con il SuperBonus Cultura, è possibile acquistare l’abbonamento alla stagione lirica 2026/27 con il 25% di sconto, scegliendo il proprio posto per tutti gli appuntamenti.
Indice
- Giovanni Paisiello: da Taranto alle grandi corti europee
- La Molinara: seduzione, gelosia e il piacere del teatro settecentesco
- Una melodia di Paisiello che arrivò fino a Beethoven
- La Molinara al Teatro Orfeo il 21 e 22 gennaio
- Da Paisiello a Puccini, Beethoven e Verdi: quattro modi diversi di vivere la musica
- Se vuoi vedere La Molinara, valuta prima l’abbonamento
- SuperBonus Cultura: fino al 30 ottobre il 25% di sconto
Giovanni Paisiello: da Taranto alle grandi corti europee
Giovanni Paisiello nacque a Taranto il 9 maggio 1740 e diventò uno degli operisti più importanti della seconda metà del Settecento.
La sua carriera lo portò ben oltre i confini italiani. Fu al servizio di Caterina II a San Pietroburgo, tornò successivamente alla corte di Napoli e, anni dopo, fu chiamato a Parigi su richiesta di Napoleone. La produzione teatrale di Paisiello comprende circa un centinaio di opere e rappresenta la parte centrale della sua eredità musicale.
È una storia che rende la rappresentazione tarantina de La Molinara qualcosa di diverso dalla semplice presenza di un titolo settecentesco in cartellone.
Un compositore nato a Taranto, diventato protagonista della vita musicale europea, torna oggi a essere rappresentato nella propria città.
Ed è forse questo il motivo più forte per assistervi.
La Molinara: seduzione, gelosia e il piacere del teatro settecentesco
Composta nel 1788 su libretto di Giuseppe Palomba, l’opera è conosciuta anche con il titolo L’amor contrastato, ossia La molinara.
Al centro della vicenda c’è Rachelina, ricca molinara, intelligente, indipendente e tutt’altro che indifferente alle attenzioni che riceve.
Intorno a lei si muovono corteggiatori, promesse di matrimonio, gelosie, equivoci e stratagemmi. Don Calloandro, pur essendo promesso alla baronessa Eugenia, si innamora di Rachelina; anche il notaio Pistofolo entra nel gioco amoroso e la situazione diventa progressivamente più intricata. Il libretto definisce l’opera un dramma giocoso: ed è proprio nell’alternanza tra sentimento, ironia e teatro d’insieme che si riconosce una delle qualità della scrittura di Paisiello.
È quindi un’esperienza molto diversa da quella offerta da La Bohème o Rigoletto.
Qui il piacere nasce anche dal meccanismo teatrale: dai caratteri dei personaggi, dagli equivoci, dal gioco della seduzione e dalla capacità della musica di accompagnare con leggerezza ciò che accade sulla scena.
Una melodia di Paisiello che arrivò fino a Beethoven
C’è poi una ragione in più per riscoprire La Molinara.
Tra le sue pagine compare “Nel cor più non mi sento”, uno dei temi che conobbero maggiore fortuna al di fuori dell’opera.
Qualche anno dopo la composizione di Paisiello, Beethoven utilizzò proprio quel tema per le Sei variazioni in Sol maggiore WoO 70, composte nel 1795. E non fu l’unico omaggio: Beethoven scrisse anche le Nove variazioni WoO 69 su un altro tema della stessa opera, “Quant’è più bello”.
È un dettaglio che racconta meglio di molte definizioni la circolazione e il prestigio raggiunti dalla musica di Paisiello.
Una melodia nata all’interno di un’opera buffa italiana della fine del Settecento entrò nel laboratorio creativo di uno dei compositori destinati a cambiare la storia della musica.
Il 21 e 22 gennaio quelle pagine tornano ad essere ascoltate a Taranto, la città in cui Paisiello nacque.
La Molinara al Teatro Orfeo il 21 e 22 gennaio
Il Taranto Opera Festival propone due rappresentazioni:
Giovedì 21 gennaio 2027 – ore 21:00
I Turno Serale
Venerdì 22 gennaio 2027 – ore 16:00
II Turno Pomeridiano
📍 Teatro Orfeo – Taranto
La presenza de La Molinara nel cartellone ha anche un valore culturale preciso: accanto ai titoli più popolari del grande repertorio, la stagione propone un’opera meno frequentemente rappresentata e permette al pubblico di incontrare un autore legato profondamente alla storia musicale della città.
Il sito ufficiale del Festival sintetizza questo elemento con tre parole particolarmente appropriate: “Seduzione, ironia e orgoglio tarantino”.
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Dal lunedì al venerdì, 10:00-13:00 / 17:00-20:00
Da Paisiello a Puccini, Beethoven e Verdi: quattro modi diversi di vivere la musica
È anche per questo che La Molinara acquista ancora più significato all’interno dell’intera stagione.
Il cartellone 2026/27 accosta infatti quattro esperienze volutamente differenti.
A dicembre La Bohème porta al Teatro Orfeo il teatro musicale di Puccini e la storia di Rodolfo e Mimì.
A gennaio La Molinara riporta al centro il Settecento e la figura di Paisiello.
Il 21 febbraio, nella Concattedrale Gran Madre di Dio, Beethoven 200 celebra il compositore nel bicentenario della morte.
A marzo, infine, Rigoletto porta in scena il grande dramma verdiano.
Non è quindi necessario scegliere tra un repertorio conosciuto e uno da riscoprire: la stagione consente di vivere entrambi.
Abbonarsi conviene
Per chi è interessato proprio a La Molinara, questo è il momento in cui ha senso guardare all’intero cartellone.
Non soltanto per il risparmio.
Con l’abbonamento puoi infatti scegliere il tuo posto e mantenerlo per gli appuntamenti della stagione al Teatro Orfeo, seguendo un percorso che passa da Puccini a Paisiello e arriva a Verdi, con l’appuntamento dedicato a Beethoven nella Concattedrale.
Per un appassionato significa non limitarsi al singolo titolo, ma seguire un progetto musicale costruito su linguaggi, epoche e sensibilità differenti.
E fino al 30 ottobre questa scelta è anche economicamente più conveniente.
SuperBonus Cultura: fino al 30 ottobre il 25% di sconto sull’abbonamento
Fino al 30 ottobre 2026, il SuperBonus Cultura consente di acquistare l’abbonamento alla stagione lirica 2026/27 con il 25% di sconto.
L’abbonamento comprende La Bohème di Puccini, La Molinara di Paisiello, Beethoven 200 e Rigoletto di Verdi, con possibilità di scegliere tra turno serale e turno pomeridiano.
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