La Traviata di Giuseppe Verdi commuove il mondo da 170 anni: la storia vera di una donna giudicata da tutti, capace di amare come nessuno. Il 31 luglio a Taranto.

La Traviata: l’opera che fa commuovere il mondo da 170 anni

La Traviata di Giuseppe Verdi commuove il mondo da 170 anni: la storia vera di una donna giudicata da tutti, capace di amare come nessuno. Il 31 luglio a Taranto.  

C’è un’opera che da centosettant’anni fa commuovere tutti. E prima di diventare quell’opera, è stata la storia vera di una ragazza. Si chiamava Marie Duplessis, viveva a Parigi, e quando morì di tisi aveva ventitré anni.

Era una cortigiana, una delle più celebri della città. I salotti se la contendevano, gli uomini più ricchi di Francia le pagavano i debiti, e tra i suoi amanti ci fu anche Alexandre Dumas figlio, che dopo la sua morte ne fece il romanzo La signora delle camelie. Giuseppe Verdi vide la versione teatrale di quel romanzo a Parigi, e ne rimase folgorato. Aveva trovato la sua prossima opera.

Ma c’era un problema: nessuno aveva mai fatto niente del genere.

Nel 1853 l’opera raccontava re, condottieri, eroi dell’antichità. Verdi invece voleva portare in scena il presente: una donna “perduta”, come si diceva allora, vestita alla moda del giorno, che muore di una malattia vera in un letto vero. Niente miti, niente armature. La cronaca, trasformata in musica.

Nacque così Violetta Valéry, il personaggio femminile più vero dell’opera italiana. Una donna che la società giudica e che una malattia consuma, ma che trova nel mezzo il coraggio di amare come nessuno intorno a lei è capace di fare.

La trama

La storia è semplice e per questo devastante. Violetta vive di feste e di amanti, finché un giovane di provincia, Alfredo Germont, le offre qualcosa che non ha mai avuto: un amore vero. Lei resiste — “sempre libera” canta, aggrappandosi alla sua vita brillante — poi cede, e per la prima volta è felice. Lascia Parigi, lascia tutto, va a vivere con lui in campagna.

È allora che bussa alla porta il padre di Alfredo. È un uomo perbene, e proprio per questo è spietato: la relazione del figlio con una ex cortigiana sta rovinando il buon nome della famiglia e compromette il matrimonio della sorella di Alfredo. Chiede a Violetta di sparire. Per sempre, e senza spiegazioni.

E Violetta lo fa. Rinuncia all’unico amore della sua vita per proteggere la famiglia di lui, lasciando che Alfredo la creda una traditrice. È il sacrificio più struggente del melodramma: una donna che tutti considerano indegna si rivela l’unica davvero capace di nobiltà.

Quando la verità viene a galla, è troppo tardi. Alfredo torna da lei, ma la tisi ha vinto. Violetta muore tra le sue braccia, e da centosettant’anni il pubblico di tutto il mondo si commuove con lei.

C’è un aneddoto che rende questa storia ancora più incredibile. Alla prima, al Teatro La Fenice di Venezia, il 6 marzo 1853, La Traviata fu un fiasco. Il pubblico rise nei momenti sbagliati, e Verdi scrisse a un amico che sarebbe stato il tempo a giudicare. Aveva ragione lui: ripresa l’anno dopo, l’opera trionfò, e oggi è stabilmente tra i titoli più eseguiti nei teatri di tutto il pianeta.

Perché La Traviata non parla di un’altra epoca. Parla del giudizio degli altri, di quanto costa l’ipocrisia di chi si crede rispettabile, e di una donna che paga il prezzo più alto per un amore che non le viene perdonato. Parla di noi.

La Traviata all’Arena Villa Peripato

Vedere un’opera in un teatro chiuso è una cosa, viverla all’aperto in una sera d’estate è un’altra. All’Arena Villa Peripato la musica si espande nell’aria tra il verde dei giardini, con la brezza che arriva dal mare, e chi c’è già stato almeno una volta sa che è un’esperienza difficile da spiegare a parole.

Un’opera da vivere in famiglia

Portare i figli a teatro sembra sempre complicato, e spesso quello che ferma è il prezzo del biglietto. Per questo abbiamo deciso di far entrare i bambini con 1 euro e i ragazzi under 18 con 5 euro. La grande musica si impara ad amarla da piccoli, e una serata all’aperto è un buon punto di partenza. 

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